Sommario

1. Cosa sono le proteine idrolizzate?

Negli alimenti commerciali le fonti proteiche animali vengono inserite come farine di carne, carni fresche o un mix delle due. Esiste una terza possibilità, rappresentata dall’utilizzo delle proteine idrolizzate.
Le proteine subiscono un processo chiamato “idrolisi”, ovvero un trattamento che scompone la proteina di origine in pezzetti più piccoli ottenendo quindi polipeptidi e peptidi (catene di amminoacidi) e amminoacidi, che rappresentano i singoli mattoncini di cui è costituita la proteina. L’idrolisi può essere meccanica (trattamenti con acqua, calore, pressione), enzimatica o chimica (trattamenti con acidi e/o alcalinizzanti), ma solitamente, per quanto riguarda l’idrolisi delle proteine animali, si parla di trattamenti enzimatici.

2. A cosa servono le proteine idrolizzate? Benefici e utilizzi nelle crocchette

Queste proteine vengono utilizzate in due modi diversi:

  • Come fonte proteica negli alimenti ipoallergenici
  • Come appetizzante in tutti gli alimenti

Come fonte proteica negli alimenti ipoallergenici

Negli alimenti ipoallergenici possono essere utilizzate queste proteine quando la loro dimensione è inferiore ai 10 KiloDalton (standard per misurare la grandezza delle proteine). Infatti, studi scientifici dimostrano che, al di sotto di questo limite, sono meno riconoscibili dal sistema immunitario del nostro animale. Il risultato che si ottiene è che, se il sistema immunitario non può riconoscere quella determinata proteina perché divisa in pezzetti più piccoli, non sarà in grado di scatenare una reazione allergica. Al contrario, se il processo di idrolisi non ha ridotto le dimensioni delle proteine sotto questo limite, sarà probabile che il sistema immunitario di un animale allergico a quella determinata proteina continui a scatenare una reazione allergica, nonostante l’alimento sia idrolizzato.

Come appetizzante in tutti gli alimenti

Le proteine idrolizzate vengono utilizzate quasi sempre negli alimenti commerciali secchi come appetizzanti, anche chiamati tecnicamente “Digest”.
In questo secondo caso il processo di idrolisi è meno spinto, proprio perché non è necessario che la proteina diventi così piccola da non essere riconoscibile dal sistema immunitario, ma il suo scopo è quello di rendere più appetitoso l’alimento nel quale viene utilizzato il "digest". Inoltre, un’idrolisi spinta può portare alla formazione di sapori amari, che sono assolutamente da evitare per questo scopo.
Ne esistono numerosi tipi: nella maggior parte dei casi sono rappresentati da interiora o fegato, generalmente di pollo o suino, idrolizzati. A questi si possono associare degli zuccheri, che reagiscono con gli amminoacidi e migliorano l’aroma, oppure dei lieviti, sempre utilizzati come aromatizzanti. Lo scopo è di aumentarne ulteriormente l’attrattività per l’animale.

3. Proteine idrolizzate vs proteine tradizionali: qual è la differenza?

Le “proteine tradizionali” si riferiscono alle farine di carne o alla carne fresca; infatti, queste sono le due altre tipologie di materie prime che possono essere utilizzate come fonte proteica animale. In entrambi i casi, la crocchetta che ne risulta avrà al suo interno proteine denaturate (il calore rompe i legami che creano la forma tridimensionale delle proteine) ma che presentano ancora tutti i legami tra i singoli peptidi e amminoacidi.

Un grande vantaggio che si ottiene utilizzando le proteine idrolizzate come fonte proteica, rispetto alle proteine tradizionali, è l’aumento della digeribilità; infatti, il processo di idrolisi può essere paragonato a quello che avviene nello stomaco e nell’intestino dei nostri animali. Pertanto, le proteine idrolizzate risultano come fossero predigerite, il che significa meno fatica per lo stomaco che le deve digerire.

4. Come le proteine idrolizzate possono aiutare i cani con allergie alimentari

Unendo la maggiore digeribilità alla piccola dimensione che le rende irriconoscibili dal sistema immunitario, è facile capire quanto le proteine idrolizzate possano essere utili per quei cani (e gatti) con sensibilità alimentari digestive e/o dermatologiche.

5. Come capire l'utilizzo delle proteine idrolizzate in un alimento

In generale si può dire che, se nella composizione le proteine idrolizzate sono presenti tra le prime materie prime e rappresentano l’unica fonte proteica di origine animale, allora sono state utilizzate per le proprietà ipoallergeniche.

L’alimento in questione sarà quasi sicuramente etichettato come dietetico ipoallergenico e questa caratteristica sarà ben visibile sull’etichetta.


Al contrario, se le proteine idrolizzate si posizionano a circa metà della lista delle materie prime e soprattutto sono presenti altre fonti proteiche animali, si tratterà di un "digest".

La redazione scientifica Dogbauer

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